Quali piante mettere in un terrario
La scelta delle piante determina il successo di un terrario più di qualsiasi altro fattore. La regola è una sola: tutte le specie all'interno devono avere le stesse esigenze di acqua e luce. Mescolare una felce e un cactus significa condannarne una.
Piante per terrario chiuso
Servono specie da sottobosco tropicale, che amano umidità costante e luce filtrata. Le più affidabili: fittonia, dalle nervature rosa o bianche; peperomia, compatta e lenta; soleirolia, che tappezza il terreno come un prato; felce capelvenere e pteris; hypoestes per il colore; e naturalmente i muschi, che fanno da tappeto e regolano l'umidità.
Preferisci sempre esemplari a crescita lenta e taglia contenuta: una pianta che raddoppia in tre mesi costringe a potature continue.
Piante per terrario aperto
Qui comandano le succulente: haworthia, echeveria, crassula, sedum, piccoli cactus e tillandsie. Vogliono substrato drenante, aria in movimento e pochissima acqua. Il vetro deve restare aperto in alto per evitare l'accumulo di umidità.
Cosa evitare
Evita piante a crescita rapida come pothos e filodendro in contenitori piccoli, tutte le specie fiorite (i fiori appassiti marciscono e generano muffe) e le erbe aromatiche, che chiedono sole diretto. Non mescolare mai succulente e felci nello stesso vetro.
Tre abbinamenti collaudati
Bosco umido: muschio di base, felce pteris al centro, fittonia rossa in primo piano, corteccia e pietra lavica.
Minimal giapponese: muschio compatto, un unico ramo di legno di fiume, ghiaia chiara — nessun fiore, tutto giocato sulle sfumature di verde.
Deserto in vetro: sabbia di quarzo, haworthia e due echeverie di dimensioni diverse, ciottoli scuri come contrasto.
Le domande che ci fanno più spesso
Quante piante mettere in un terrario?
In un contenitore da 20 cm bastano tre esemplari più il muschio: lo spazio vuoto fa parte della composizione.
Serve carbone attivo sul fondo?
Sì, uno strato sottile sopra il drenaggio limita gli odori e la proliferazione batterica.
Ogni creazione dell'atelier nasce a mano a Firenze, con scheda di cura inclusa.
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